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	<title>Confashion</title>
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	<description>(Io di moda non ne capisco nulla)</description>
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		<title>Lotta dura alla cintura</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 01:20:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gattonero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mode inevitabili]]></category>
		<category><![CDATA[bottom]]></category>
		<category><![CDATA[jeans]]></category>
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		<category><![CDATA[pantaloni]]></category>

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		<description><![CDATA[Appena trasferito a Milano, il mio allora futuro coinquilino si offrì volontario per accompagnarmi in una sessione di shopping matto e disperatissimo perché avevo bisogno di migliorare il mio look. Ogni città ha il suo stile giovanile di riferimento, e io ero troppo jeansone-slargone-maglione-slargone-felpone-sportivo per sopravvivere nella Jungla della Moda, il Quadrilatero Glitterato. Urgeva correre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-15" title="him_054" src="http://confashion.fermentigattici.net/wp-content/uploads/2010/02/him_054.jpg" alt="" /></p>
<p>Appena trasferito a Milano, il mio allora <em>futuro coinquilino</em> si offrì volontario per accompagnarmi in una sessione di shopping matto e disperatissimo perché <em>avevo bisogno di <strong>migliorare il mio look</strong></em>.</p>
<p>Ogni città ha il suo stile giovanile di riferimento, e io ero troppo <em>jeansone-slargone-maglione-slargone-felpone-sportivo</em> per sopravvivere nella Jungla della Moda, il Quadrilatero Glitterato. Urgeva correre ai ripari.</p>
<p>Cominciò così una lunga Via Crucis nei templi milanesi del <em>fashion a buon mercato</em>: primo mistero stiloso, <strong>H&amp;M</strong>; secondo mistero stiloso, <strong>Zara</strong>; terzo mistero stiloso, <strong>H&amp;M</strong>; quarto mistero stiloso, <strong>Zara</strong>. Perché a Milano esistano più <em>H&amp;M e Zara</em> che <strong>rosticcerie</strong> non riuscirò mai a spiegarmelo, io.</p>
<p>Bottino del delirio di stand, camerini, grucce e file alle casse? Un paio di jeans di quart&#8217;ordine dal colore e <strong>taglio indefinibile</strong> (abbandonati in breve tempo senza grossi rimpianti) e due <strong>camicie basic</strong> &#8211; una bianca e una nera &#8211; inspiegabilmente a <em>righine micragnose</em>, che forse sarebbe ora di sostituire con nuove versioni ancora più basic.</p>
<p>Nulla di fatto, insomma. Per l&#8217;ultimo, disperato tentativo di rendermi un po&#8217; più <em>alla moda</em> e un po&#8217; meno&#8230; beh, <em>me stesso</em>, il mio coinquilino decise così di giocare l&#8217;ultima carta, l&#8217;<em>extrema ratio</em> di ogni fashion victim che si rispetti: il <strong>jeans slim</strong>. E non uno qualsiasi.</p>
<p>Trascinato in un negozietto alle <em>Colonne di San Lorenzo</em>, di fronte al mio sguardo decisamente poco fiducioso, l&#8217;<em>ei fu futuro</em> mi parò davanti la corona di spine della moda indie milanese: i <a href="http://www.cheapmonday.com/"><em>Cheap Monday</em></a>.</p>
<p>Per chi non li conoscesse i Cheap Monday sono una sorta di <strong>piaga d&#8217;Egitto in forma di jeans</strong>, con una vestibilità talmente risicata che per indossarli in maniera dignitosa occorre un rapporto altezzo/peso pari a 4/2. In tutti gli altri casi, l&#8217;effetto <em>anfora di terracotta</em> è inevitabile. In parole povere? <strong>Ti fanno un culone da qui all&#8217;eternità</strong>.</p>
<p>Anche qui: come riesca così tanta gente ad andare in giro compressa in questo vuoto pneumatico spinto &#8211; senza presentare evidenti effetti di asfissia, quanto meno &#8211; non è chiaro, ma nella Capitale italiana del Fashion questi jeans <em>superultramegastretti</em> v<strong>anno per la maggiore</strong>. E non solo a Milano, a dirla tutta.</p>
<p>La verità è che il nuovo modello di bellezza maschile imperante è diafano, filiforme, anche un po&#8217; smorto. Un <a href="http://www.mamapop.com/photos/uncategorized/2009/01/30/petedoherty.jpg">Pete Doherty</a> meno drogato, per intenderci, o un <a href="http://www.topnews.in/files/robert-pattinson-14.jpg">Robert Pattinson</a> col dono del sapone. Care <strong>regine del carboidrato</strong>, cominciate a temere per il vostro scranno: i Maschi del Terzo Millennio (<em>MTM</em>™) ora sono costretti a seguir diete <em>svilenti e smagrenti</em> molto più di voi.</p>
<p>Voi, almeno, avete la scusa delle tette.</p>
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		<title>La sindrome del diavolo che veste Prada</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 08:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gattonero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Old Fashioned Me]]></category>
		<category><![CDATA[Confashion]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Claudio, per scrivere di moda devi essere interessato alla moda&#8221;. Quando me lo sono sentito dire da Marco &#8211; qualche mese fa, di fronte a una domanda un po&#8217; risibile &#8211; mi sono scoperto punto nell&#8217;orgoglio. Non che non avesse ragione, intendiamoci: io di moda non ne capisco nulla davvero. Mi curo poco, mi vesto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-11 alignnone" title="Il diavolo veste Prada" src="http://confashion.fermentigattici.net/wp-content/uploads/2010/02/devil-wears-prada1.jpg" alt="Il diavolo veste Prada" /></p>
<p><em>&#8220;Claudio, per scrivere di moda devi essere </em><em><strong>interessato</strong> alla moda&#8221;.</em></p>
<p>Quando me lo sono sentito dire da Marco &#8211; qualche mese fa, di fronte a una domanda un po&#8217; risibile &#8211; mi sono scoperto punto nell&#8217;orgoglio.</p>
<p>Non che non avesse ragione, intendiamoci: io di moda non ne capisco nulla davvero. Mi curo poco, mi vesto in maniera sciatta. Non so riconoscere un <em>Roberto Cavalli</em> da un <em>Vivienne Westwood</em>. Una lana da un <em>cashmere</em>. Un viola da un <em>pervinca</em>. Un dramma, insomma. La cosa più vicina all&#8217;interessarmi alla moda che io abbia fatto in vita mia è stata a quattro anni, quando mi sono imposto contro mia madre che voleva ancora affibbiarmi <em>vecchie collezioni</em> di vestiti di mio fratello più grande. <strong>Neanche fossi un tipo da outlet</strong>.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>Punto nell&#8217;orgoglio, dicevo. Perché, per quanto finto modesto, sotto sotto, un egocentrico non potrà mai accettere di essere messo di fronte alla sua incapacità di fare qualcosa. <strong>Qualsiasi</strong> cosa. A parte montare i mobili Ikea, ovvio: <strong>nessuno</strong> è in grado di farlo senza che gli avanzino pezzi.</p>
<p>Quindi, questo blog. Per dimostrare che anche chi non capisce nulla di moda può parlare di moda. Per riderci un po&#8217; su. Per curare le piccole idiosincrasie che ci portiamo dietro. O per qualcos&#8217;altro: si vedrà.</p>
<p>Per ora si va avanti finché si può, e si naviga a vista. Tempo stimato prima del naufragio? <strong>Meno della durata di una collezione Guru</strong>.</p>
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